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Risposta La Staffetta Controlli CB 07 05 2020

Milano, 7 maggio 2020

Alla cortese attenzione del
Direttore Responsabile della Staffetta Quotidiana Dott. Gabriele Masini

e, p.c. al
Vicedirettore Dott. Gionata Picchio

Gentile Direttore,
sono un operatore del settore energetico e quindi da molto tempo leggo con interesse ed attenzione la Staffetta Quotidiana di cui ho sempre apprezzato la capacità di fornire una informazione completa, affidabile, competente e credibile. Proprio queste qualità hanno reso il vostro giornale un riferimento per il settore e le notizie che vi compaiono sono considerate a priori, e a ragione, di per sé corrette e verificate; spesso vengono anche riprese da testate giornalistiche più generaliste e quindi destinate ad un pubblico che, non avendo una competenza specifica, tende a farsi attirare dalla estrema sintesi del titolo senza la possibilità di approfondire o di analizzare meglio i contenuti.

Le indubbie e riconosciute qualità de La Staffetta la pongono però anche nella condizione di avere una particolare responsabilità perché ciò che viene pubblicato è considerato “vero” per definizione e quindi è necessaria ancora maggiore attenzione per evitare messaggi che possano essere fuorvianti o male interpretati.

Sono stato profondamente colpito dal messaggio Twitter da Lei trasmesso questa mattina e dall’articolo apparso sulla rassegna notizie odierna in cui ha fatto una breve presentazione del Rapporto GSE 2019 soffermandosi sul dato del 97% di esiti negativi nei controlli sui progetti di efficienza energetica che hanno beneficiato di Certificati Bianchi e sintetizzando che “il sistema dei Certificati Bianchi è sostanzialmente marcio”.

Ritengo che sarebbe stato opportuno completare l’informazione accennando a quanto è stato chiarito dallo stesso rappresentante del GSE che ha riportato il dato, vale a dire che la quasi totalità dei controlli negativi ha riguardato le “vecchie” (in quanto sono state modificate con l’introduzione dei DM correttivi del 2017 e 2018) schede Standard.

Ci sarebbe poi da precisare ulteriormente quanto il rappresentante del GSE, a causa dei tempi ristretti della presentazione, non ha potuto illustrare e cioè che in molti casi l’esito negativo è dovuto al fatto che la complessità della documentazione richiesta dal GSE ai fini del controllo è tale che gli operatori, anche a fronte di progetti realizzati correttamente, hanno preferito rinunciare all’incentivo per l’impossibilità o l’eccessiva onerosità nel reperire quanto richiesto. È questo il caso, segnalato da molti operatori, dei progetti di efficienza energetica realizzati dai condomini per i quali, ad anni di distanza, il GSE ha richiesto dichiarazioni firmate o documenti rilasciati da tutti i condomini, che nel tempo naturalmente erano in molti casi cambiati rendendo impossibile per la ESCo o l’amministratore di condominio espletare correttamente la richiesta.

La realtà, purtroppo, è che il settore dell’efficienza energetica, come tutte le attività economiche di questo Paese, è caratterizzato dalla presenza di una grande maggioranza di operatori onesti che lottano faticosamente con regole e interpretazioni di difficilissima applicazione e una piccola minoranza di disonesti (o nella migliore delle ipotesi incompetenti) che minano il sistema con i loro comportamenti.

Gridare “sono tutti ladri” serve solo a rendere gli uni uguali agli altri creando anche u

Gridare “sono tutti ladri” serve solo a rendere gli uni uguali agli altri creando anche una sorta di giustificazione morale ai disonesti perché “tanto fanno tutti così”. Non è assolutamente vero e quindi è oltremodo importante valorizzare il lavoro di chi rispetta le regole (la maggioranza) e punire adeguatamente chi non le rispetta (pochi e spesso facilmente individuabili con buona volontà e organizzazione).

La consapevolezza di questa situazione ha portato in passato i rappresentanti degli operatori di settore (ESCo e imprese industriali titolari di progetti di efficienza energetica) a richiedere un rafforzamento delle attività di controllo segnalandone l’inadeguatezza che si è protratta per troppo tempo creando le condizioni per il perpetrarsi di casi di truffe alcune delle quali di dimensioni e caratteristiche tali da renderle individuabili con una adeguata verifica preventiva.

Il meccanismo dei Certificati Bianchi non è “marcio” e neppure “un sistema al disastro”, ma uno strumento che, se adeguatamente revisionato, manutenuto nel tempo e ben gestito, può rappresentare uno stimolo fondamentale al miglioramento dell’efficienza energetica.

Giuseppe Pastorino
Presidente AICEP Associazione Italiana Consumatori Energia di Processo
Presidente AICE Scarl (ESCo)